Le province in Basilicata
La Regione della Basilicata
La Basilicata, (detta anche Lucania), è una regione dell'Italia meridionale con circa 600.000 abitanti. Confina a sud est con il mar Ionio (golfo di Taranto), a est con la Puglia, ad ovest con la Campania, a sud-ovest con il mar Tirreno e a sud con la Calabria. Le città principali sono Potenza (capoluogo di Regione e di provincia) e Matera (capoluogo di provincia); Melfi e Policoro città non capoluogo ma che hanno una grande importanza economica nella regione.
Geografia
Il territorio della Basilicata è prevalentemente montuoso (46,8%).
I massicci del Pollino (Sierra Dolcedorme - 2.267 m) e del Sirino (Monte
Papa - 2.005 m), il Monte Alpi (1.900 m), il Monte Raparo (1.764 m) ed il
complesso montuoso della Maddalena (Monte Volturino - 1836 m) costitui
scono i maggiori rilievi dell'Appennino lucano. Nell'area nord-occidentale
della regione è presente un vulcano spento, il monte Vulture.
Le colline costituiscono il 45,13% del territorio e sono di tipo argilloso,
soggette a fenomeni di erosione che danno luogo a frane e smottamenti.
Le pianure occupano solo l' 8% del territorio. La più estesa è la piana di
Metaponto che occupa la parte meridionale della regione, lungo la costa
ionica. I fiumi lucani sono a carattere torrentizio e sono il Bradano, il
Basento, l'Agri, il Sinni e il Cavone.
Tra i laghi, quello di Monticchio ha origini vulcaniche, mentre quelli di
Pietra del Pertusillo, di San Giuliano e del Monte Cotugno sono stati costruiti
artificialmente per usi potabili ed irrigui. Artificiale è anche il lago Camastra
le cui acque vengono potabilizzate.
Le coste del litorale ionico sono basse e sabbiose mentre quelle del litorale
tirrenico sono alte e rocciose.
Il clima è di tipo mediterraneo sulle coste e continentale sui rilievi montuosi.
Toponimi Lucania e Basilicata
Esistono varie ipotesi sull'origine del toponimo Lucania:
* dai Lucani, popolazione osco-sabellica proveniente dall'Italia centrale,
che a loro volta avrebbero preso il nome dall'eroe eponimo Lucus;
* dal termine latino Lucus ("Bosco");
* dal termine greco Lykos ("Lupo");
* dai Lyki, popolazioni provenienti dall'Anatolia che si sarebbero stabiliti
nella valle del fiume Basento;
Una suggestiva leggenda vuole che il nome fosse dato da un popolo diretto
verso Sud, una volta giunto in una terra dalla quale si vedeva sorgere il Sole,
e che il nome Lucania indicasse quindi "Terra della Luce".
Il toponimo Basilicata compare nel XIII secolo. Proviene dal greco Basilikos,
termine con cui venivano chiamati i Governanti bizantini della Regione.
Basilikos in greco vuol dire "funzionario del re" e deriva da un'altra parola
greca: Basileus (Re). Un'altra ipotesi, meno accreditata, è che l'origine del
nome sia legata a quello dell'Imperatore Bizantino Basilio II di Bisanzio.
Durante il periodo fascista la regione riprese il nome Lucania, ma con la
nascita della Repubblica tornò a chiamarsi Basilicata.
Cucina e gastronomia
La regione è caratterizzata da tanti piccoli paesi, borghi e centri rurali spesso separati da barriere geografiche, determinando la necessità di cucinare e mangiare quello che si produceva sul posto, secondo le tecniche messe a punto in loco. E ancora oggi, le ricette più comuni, passando da una zona all'altra, da un paese all'altro assumono connotazioni differenti, e vengono realizzate con materie prime differenti.
Le ricette che fanno largo uso di carni bianche, carni di agnello, uova, spezie locali come il peperoncino piccante e tutta una serie di verdure coltivate o, molto spesso, spontanee. I primi piatti comprendono tutte le varietà di pastasciutta accompagnata dal ragù. Per i secondi sono spesso utilizzate carni ovine.
Tra le specialità locali ci sono gli "gnummarieddi", involtini di interiora di animale e la famosa lucanica (come fu definita dai Romani questa specialità lucana), diventata, in molti dialetti del nord Italia luganega, un tipo di salsiccia il cui nome deriva proprio dalla parola Lucania.
Uno degli ingredienti tipici della cucina lucana, specialmente in Val d'Agri è il rafano. Viene grattugiato sulla pasta fatta in casa o impiegato come ingrediente della "rafanata", una frittata preparata con questo tipo di radice.
Un'altra specialità caratteristica della Regione sono i peperoni (chiamati in dialetto, a seconda delle zone, pupacc', p'pruss o puparul') "cruschi", cioè croccanti. Sono peperoni rossi essiccati che vengono scottati nell'olio d'oliva, spesso accompagnati dal baccalà o utilizzati come condimento nella pasta.
Prodotti alimentari tipici
Tra i formaggi, ottenuti attraverso la trasformazione del latte locale secondo tecniche tradizionali, spiccano il pecorino di Filiano e di Moliterno, il caciocavallo Podolico e una notevole e variegata produzione casearia
Le aree montuose consentono di produrre e stagionare salumi tra i più tipici della tradizione meridionale: rinomati quelli di Tricarico e Picerno. In questi territori si sta sempre più affermando la produzione di miele di ottima qualità.
Tra i vini il più famoso e apprezzato è l'Aglianico del Vulture, un vino DOC presente in Basilicata fin dall'VIII secolo a.C. Nella stessa zona di produzione di questo vino, nel nord della regione sgorgano acque minerali effervescenti naturali. Nella zona della val d'Agri è presente la seconda produzione vinicola DOC Terre dell'Alta Val d'Agri. Altra area di produzione vinicola è il Materano che ha ottenuto il riconoscimento della DOC con la denominazione Matera DOC.
Si producono anche oli di oliva extravergini di qualità superiore tra i quali quello ottenuto dall'oliva majatica di Ferrandina.
Grande pregio hanno le produzioni orticole fra cui il fagiolo di Sarconi e il peperone di Senise IGP e la melanzana rossa di Rotonda. Fragole, uva da tavola, pesche e albicocche vengono coltivate nelle pianure costiere, le pomacee nelle valli che degradano al mare. I frutti di bosco e le castagne caratterizzano le aree interne che ascendono ai monti. La tradizione artigianale delle genti contadine ha tramandato tecniche di trasformazione e conservazione degli ortofrutticoli sott'olio extravergine di oliva.
La lavorazione artigianale della pasta produce forme originali dal grano duro locale. Tra i prodotti da forno risalta il pane di Matera, che ha ottenuto il riconoscimento della IGP.
