www.comune.ferrandina.mt.it
Ferrandina è un comune in provincia di Matera. Per il numero dei suoi abitanti è il sesto comune più popoloso della provincia e il tredicesimo di tutta la Basilicata. Il paese sorge in collina, a 495 metri sul livello del mare, lungo la valle del fiume Basento. Il territorio del comune ha un'estensione di 215,47 km2, il quarto per grandezza di tutta la Basilicata. Dista 36 km da Matera.
Storia di Ferrandina
Le radici di Ferrandina affondano nella Magna Grecia, attorno al 1000 a.C. Il suo nome era Troilia, mentre la sua acropoli-fortezza si chiamava Obelanon (Uggiano). Troilia fu costruita per ricordare e onorare la città distrutta dell'Asia Minore, Troia. Durante l'epoca romana Troilia e Obelanon furono centri importanti di cultura ellenica e sempre più lustro acquistarono in epoca bizantina. Con la caduta del dominio greco, Longobardi e Normanni si impossessarono della città. Vista del paese Il nome Ferrandina si deve a Federico d'Aragona che nel 1494 la battezzò così in onore di suo padre, re Ferrante (o Ferrantino). Nel 1507 Ferdinando il Cattolico le attribuì il titolo di "civitas". Un tempo era nota per la produzione di tessuti in lana, tra cui la ferlandina o felandina, molto apprezzata e richiesta nel Regno di Napoli e dai domenicani, che proprio a Ferrandina si insediarono e crearono un centro agricolo e urbano molto organizzato tanto da erigere, nel 1546, la cupola del Monastero di San Domenico come simbolo di potere. Ferrandina prese parte ai moti del 1820-21 e del 1860. Qui nel marzo del 1862 Carmine Crocco, a capo dei briganti, affrontò e distrusse una compagnia del 30° Rgt. Ftr. dell'esecito piemontese. Nel 1921 Ferrandina fu teatro di violenze squadriste: il sindaco e consigliere provinciale socialista Nicola Montefinese venne ucciso. Nel settembre del 1943 Ferrandina insorse contro i gerarchi fascisti. Lo spirito di ribellione non si attenuò sino al 2 agosto del 1945, quando i contadini diedero vita ad una sommossa per chiedere l'allontanamento dei latifondisti fascisti e l'assegnazione delle terre incolte. Nel corso dei tumulti venne assassinato Vincenzo Caputi, ritenuto il mandante dell'uccisione di Montefinese. Per timore che la protesta dilagasse, il paese restò isolato, con le linee elettriche e telefoniche tagliate. L'ordine fu ristabilito con l'invio, da parte del governo provvisorio di unità antifascista, di 100 carabinieri da Napoli, 250 alpini della divisione Garibaldi e l'arrivo a Ferrandina, il 4 agosto, del ministro Scelba.
Monumenti, chiese e luoghi d'interesse di Ferrandina
- Castello d'Uggiano
- Piazza Plebiscito
- Chiesa Madre di Santa Maria della Croce (VII secolo)
- Chiesa del Purgatorio
- Chiesa di Sant'Antonio (1615)
- Chiesa dell'Addolorata
- Complesso monastico di Santa Chiara
- Complesso monastico di San Domenico (1517)
- Convento di San Francesco (1614)
- Cappella della Madonna dei Mali
- Cappella di Santa Maria della Consolazione (in contrada La Foresta)
- Palazzo Centola
- Palazzo Lisanti
- Palazzo Cantoro
- Palazzo Scorpione
- Palazzo Caputi
Economia di Ferrandina
Rinomata è, ancor oggi, la produzione di olio di oliva majatica, caratterizzato da una bassa acidità, da un sapore dolce e dal color giallo. Nonostante la presenza di risorse agricole così importanti, l'economia di Ferrandina si basa prevalentemente sull'industria, sviluppatasi lungo la Val Basento per la scoperta di numerosi giacimenti di metano, negli anni ’60 del secolo scorso, e sul terziario.
[Meno testo]