I Sassi, gli antichi rioni della città, "Barisano" e "Caveoso" rappresentano il simbolo di Matera. Sono un labirinto di case e stradine in uno scenario unico nel suo genere, ricono...
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I Sassi, gli antichi rioni della città, "Barisano" e "Caveoso" rappresentano il simbolo di Matera. Sono un labirinto di case e stradine in uno scenario unico nel suo genere, riconosciuto dall’Unesco nel 1993 come patrimonio mondiale dell’umanità. Scavati nella calcarenite, costituiscono un sistema primordiale lungo i pendii di un profondo vallone dalle caratteristiche naturali, singolari e grandiose: la “Gravina”.
È un tipico esempio di come l’uomo si è saputo adattare alla natura del proprio territorio, scavando e costruendo le proprie abitazioni. Straordinario è anche il sistema inventato per la raccolta delle acque piovane. Molte sono infatti le cisterne, vasche scavate dall’uomo ed impermeabilizzate in modo da trattenere l’acqua piovana, presenti in questi antichi rioni.
Quest’adattamento ed evoluzione, nel corso del tempo, manifesta una perfetta armonia tra l’uomo e la natura; ma la sintonia sarà interrotta già nel XVII secolo con la rivolta contadina, iniziando così il lento degrado dei Sassi. Nel 1663, Matera divenne capoluogo di regione e sede della Regia Udienza di Basilicata, con un conseguente incremento demografico. Infatti nel secolo successivo ci fù un importante sviluppo urbanistico, il Piano, che travalicò la zona dei Sassi per diventare, in effetti, la zona residenziale borghese, mentre i Sassi furono la sede contadina ed artigiana, incominciando a subire un progressivo degrado. Il processo di privatizzazione delle terre a vantaggio di pochi, avvenuto con l’Unità d’Italia, provocherà un sovraffollamento nei Sassi. Una delle più famose denuncie, fu quella di Carlo Levi con il libro “Cristo si è fermato ad Eboli”. L’autore fu commosso ed affascinato da questa miseria così dignitosa, che la tradusse in “civiltà contadina”. Nel 1952, la famosa legge speciale, voluta da De Gasperi, svuoterà i Sassi, dichiarati non adatti dal punto di vista igienico-sanitario; infatti ogni famiglia ebbe diritto ad una casa popolare. La legge del novembre 1986 decretò il recupero dei Sassi. È iniziato non solo il recupero architettonico ed urbanistico, ma anche un progetto di rivitalizzazione in modo che la magia di questi luoghi rimanga sempre viva.
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