Montescaglioso è un comune in provincia di Matera, tra i più grandi e densamente popolati dell'intera provincia. Il paese sorge su un rilievo collinare rappr... [Continua]
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Montescaglioso è un comune in provincia di Matera, tra i più grandi e densamente popolati dell'intera provincia. Il paese sorge su un rilievo collinare rappresentato principalmente da tre promontori, molto ben rappresentati nello stemma cittadino, che prendono il nome di Monte Vetere, S. Antonio e S. Angelo. Tutto il complesso collinare raggiunge una quota massima di 365 metri sul livello del mare ed è delimitato a sud-ovest dal fiume Bradano e a nord-est dal torrente Gravina, evidenziando la biodiversità di un paesaggio che passa dalla murgia calcarea ai calanchi argillosi. La posizione strategica ed elevata del centro abitato, ha permesso alle polopolazioni insediate, sin dai tempi più antichi di controllare la parte finale della valle del fiume Bradano.Inoltre l'aver avuto contatti proficui con i centri della Magna Grecia, da Sibari a Taranto, ha fatto si che il paese assorbisse influenze culturali architettoniche e storiche, che ancora tutt'oggi si manifestano. Dal punto di vista urbanistico, la città si presenta con un caratteristico aspetto a farfalla in cui è possibile individuare tre distinte aree che convergono sulla piazza centrale (Piazza Roma) che rappresenta il limite netto tra il centro storico e il resto del paese.
Storia di Montescaglioso
Le origini
I primi insediamenti nel territorio di Montescaglioso risalgono al VII secolo a.C., come testimoniamo gli importanti reperti archeologici quali tombe, vasi, attici e apuli. Tracce di insediamenti umani di notevoli dimensioni sono state ritrovate sulle colline circostanti il fiume Bradano e precisamente a Cozzo Presepe, Difesa S. Biagio, Contrada Pagliarone. L'insediamento più vasto e importante corrisponde, però, all'attuale Montescaglioso ove lentamente, dopo i secoli IV e III a.C., si trasferiscono le popolazioni precedentemente insediatesi negli altri piccoli centri. L'intera area montese, strettamente collegata alla città magnogreca di Metaponto fondata da coloni greci a metà del VII secolo a.C. in prossimità della foce del fiume Bradano, vive di intensi scambi e contatti con i centri greci della costa jonica. A testimonianza di questo intenso scambio economico-culturale tra i due centri vi sono importanti reperti archeologici come alcuni corredi funerari ritrovati nel territorio montese. Con la decadenza di Metaponto, in epoca romana, ed il progressivo insabbiamento del porto della città greca, Montescaglioso assume un ruolo sempre più importante nel territorio circostante. È probabile, infatti, che una parte della popolazione di Metaponto, costretta ad abbandonare la città e a disperdersi negli abitati limitrofi dopo essersi schierata con Annibale nel 207 a.C., si sia trasferita a Montescaglioso. Le ricerche archeologiche degli ultimi decenni hanno evidenziato la presenza nel centro storico montese di resti di strade risalenti risalenti al periodo ellenico, a dimostrazione del fatto che il primo insediamento umano nel territorio di Montescaglioso doveva sorgere pressappoco nelle aree circostanti l'Abbazia benedettina di San Michele Arcangelo. Nella stessa abbazia, nel 1991, è stata scoperta una ricca necropoli che attesta la presenza di una potente elite locale. Più a valle, in località Porta Schiavoni, sono venuti alla luce tratti imponenti di una cinta muraria risalenti al III secolo a.C., costruita con imponenti blocchi di tufo posti in opera a secco. Il monumento più importante di Montescaglioso, la maestosa Abbazia di San Michele Arcangelo già esistente nel 1078.
Età antica
Alla fase romana della città appartiene un mosaico che attesta la presenza a Montescaglioso di una magistratura repubblicana e di un grande edificio pubblico. Un telamone in tufo proveniente da un altro palazzo pubblico di Montescaglioso è conservato nel Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria. Nel territorio montese gli archeologi hanno ritrovato i resti di un centro abitato a Difesa S. Biagio del quale sono note le necropoli, alcuni impianti produttivi e parte del tessuto urbano. Nell'abitato di Cozzo Presepe si riconosce l'andamento di tratti della cinta muraria con i resti di una porta. In contrada Pagliarone sono state invece rintracciate numerose sepolture. Nella fase storica imperiale e tardo imperiale è probabile che il paese abbia conosciuto una lunga fase di decadenza e spopolamento determinata dalla nuova organizzazione del territorio imposta dai Romani incentrata essenzialmente sul latifondo. Nuove testimonianze della città compaiono solo nell'altomedioevo. Divenuta roccaforte bizantina, dopo il 1000 fu conquistata dai Normanni e accolse un'importante comunità benedettina. Federico II l'assegnò a Manfredi. Sotto gli Angioini e gli Aragonesi fu feudo di vari signori: D'Avalos, Orsini, Loffredo, Grillo e Cattaneo.
Età contemporanea
Fin dall’inizio del XX secolo il paese conobbe la presenza del Partito Socialista Italiano, rispettando in tal senso la tendenza lucana che nei primi anni del ‘900 vide attecchire gli ideali legati all’internazionalismo proletario di stampo marxista. L’attività del PSI è documentabile a Piazza del Popolo. Montescaglioso fino al 1924, anno in cui la sezione venne data alle fiamme dai fascisti del luogo. Nonostante il regime fascista, e nonostante il paese ospitasse la vedetta della Marina Militare, l’attività dei partiti antifascisti è sempre stata attiva e ciò è testimoniato dal fatto che all’annuncio dell’arresto di Benito Mussolini, avvenuto il 25 luglio 1943, in seguito all’approvazione da parte del Gran Consiglio del Fascismo della mozione di sfiducia proposta da Dino Grandi, la popolazione del paese reagì con violente manifestazioni contro il podestà Francesco Locantore, fino a giungere - il 19 settembre - alla sua uccisione, benché vi fossero in paese le truppe canadesi arrivate quello stesso giorno. Subito dopo la caduta del regime l’attività politica del paese riprese con vigore e tornarono a farsi sentire quei malumori presenti da sempre nell’animo dei cittadini, legati alle usurpazioni delle terre demaniali e alla presenza del latifondo con i suoi rapporti di produzione basati sui soprusi. Già nel 1945, 2000 persone, tra braccianti , contadini e disoccupati legati al mondo agricolo andarono ad occupare i feudi del proprietario. I rivoltosi sequestrarono il commissario prefettizio Manzo, che era alla guida del comune di Montescaglioso, lo misero in groppa a un asino e lo portarono con loro, chiedendo la sua opera di mediazione con le forze dell’ordine giunte sul posto, al fine di far ottenere i terreni ai contadini. L’occupazione causò l’arresto di 21 persone. L’anno seguente, nelle elezioni amministrative tenutesi nel mese di aprile, il Comune di Montescaglioso fu conquistato dal Partito Comunista d’Italia, caso più unico che raro, in quanto gran parte del Mezzogiorno, legato alle istanze della conservazione, vide la schiacciante vincita della Democrazia Cristiana. Un anno fondamentale nella storia di Montescaglioso è sicuramente il 1947. In quell’anno, infatti, le rivendicazioni dei contadini cominciarono ad assumere la concretezza che si sarebbe palesata due anni dopo. Nel mese di dicembre del 1947 si tenne a Pozzuoli, nei capannoni dell’Ansaldo, il Congresso democratico del Mezzogiorno. I delegati lucani furono 537, di questi 50 erano cittadini di Montescaglioso. I contadini montesi ritornarono da Pozzuoli pieni di speranze e decisi a dare il colpo decisivo al sistema latifondistico. L’anno 1948 vide la cittadinanza montese intensamente impegnata a preparare lo scontro elettorale del 18 aprile, da cui sarebbe scaturito il primo parlamento dell’Italia repubblicana. In occasione delle elezioni, tornò in paese Carlo Salinari (capo dei GAP e conosciuto come il compagno Spartaco) , conosciuto sia come grande letterato e sia per aver organizzato l’attentato di via Rasella (attentato che causò la rappresaglia tedesca consumatasi alle Fosse Ardeatine). Il contributo dei comunisti di Montescaglioso non servì ad impedire la schiacciante vittoria della DC, che nei suoi comizi aveva promesso alla cittadinanza la risoluzione del problema della terra. Pur delusi dalla sconfitta, i partiti di sinistra non smisero di organizzare le masse anzi, cacciati all’opposizione, decisero che era davvero giunto il momento per abbattere il sistema di potere basato sul grande padronato. L’anno decisivo nella storia di Montescaglioso è il 1949. Nel mese di dicembre di quell’anno si concretizzò sia la rivolta dei contadini, che cambiarono strategia passando dalle occupazioni simboliche ad occupazioni vere e proprie con l’obiettivo di prendere il possesso dei terreni, sia la violenta repressione condotta contro i contadini dai celerini di Mario Scelba (Ministro dell’Interno nel Governo De Gasperi IV). Montescaglioso viene ricordato, infatti, insieme a Melissa e Torremaggiore, come il paese in cui la repressione assunse i toni più violenti. Le occupazioni delle terre che cominciarono il 7 dicembre 1949, nonostante un iniziale e timido tentativo di contenimento da parte delle forze dell’ordine, proseguirono per una settimana senza incontrare alcuna opposizione. Nel racconto dei testimoni si parla di “calma apparente” in quanto nell’aria era percepibile una certa tensione, le forze dell’ordine aspettavano il momento giusto per porre fine alle proteste popolari. Nella notte fra il 13 ed il 14 dicembre, dopo che in paese era calato il buio a causa dell’interruzione della fornitura di energia elettrica, decine di celerini venuti da Matera e Bari (questi ultimi erano meglio conosciuti come “Battaglione Pugile”) invasero le strade del paesino alla ricerca del leader del movimento contadino (successivamente sindaco di Montescaglioso) Ciro Candido (che non riuscirono a trovare) e dei suoi più stretti collaboratori. Senza alcun rispetto dei diritti tutelati dalla giovane Costituzione repubblicana, i celerini invasero le case dei contadini. Il silenzio di quella gelida notte fu rotto dai pianti dei bambini e dalle urla di protesta della popolazione che si riversò nelle strade del paese: l’obiettivo era assediare la caserma dei carabinieri ed invocare la liberazione degli arrestati. I contadini, anche se sconfitti dalla magistratura, ottennero una conquista, anche se minima, un anno dopo grazie all’approvazione della “Legge Stralcio” che aveva l’obiettivo di concretizzare i principi costituzionali sanciti negli articoli 42 e 44, riguardanti l’utilità sociale della proprietà privata e la previsione di espropri ai fini di una più equa distribuzione della proprietà fondiaria.
Economia di Montescaglioso
L'economia del paese segue la tendenza di tutto il materano, trovando nel settore primario la maggiore attività produttiva. Dopo le lotte contadine e le relative leggi di riforma fondiaria si è assistito alla nascita di piccole e medie proprietà contadine. La produzione, comunque, lungi dall'essere effettuata in maniera intensiva, continua ad essere legata alla conduzione di tipo familiare con una bassissima intensità di capitale. Nell'ultimo periodo si è cominciato ad assistere ad un'inversione di tendenza grazie al sempre maggiore impiego delle macchine agricole. Va sottolineata l'eccellente qualità dei prodotti agricoli della zona che, oltre a comprendere frutta, verdura e ortaggi di ogni tipo, trova nell'olio e nel vino le sue perle più pregiate. L'olio, dal sapore intenso, grazie alla capacità di conservare le straordinarie proprietà organolettiche nel tempo, può considerarsi uno tra i migliori al mondo, come, del resto, anche gli altri oli prodotti in tutto il materano. Il vino, a differenza della più nota produzione lucana dell'Aglianico del Vulture, può essere associato alla famiglia dei Primitivi, anche se nella zona è possibile gustare anche delle ottime qualità di Montepulciano e Merlot. Quello che possiamo definire Primitivo di Montescaglioso è un vino molto corposo, dal colore rosso intenso, che in bocca si presenta rotondo offrendo a chi lo beve la possibilità di assaporarne le varie sfumature fruttate; un vino da abbinare ai saporiti piatti tipici della zona. Altro fiore all'occhiello dell'economia montese è sicuramente la produzione di pane e prodotti connessi, quali focacce e biscotti di varie qualità. Nell'ultimo periodo l'economia montese comincia a distaccarsi dalla tradizione di un comune a produzione monosettoriale, infatti si comincia ad assistere ad una lenta crescita del settore terziario, soprattutto legato al turismo. L'obiettivo è inserire il comune nel circuito turistico legato alla Murgia appulo-lucana da un lato e alla Magna Grecia dall'altro.
Eventi e cultura a Montescaglioso
- Festa Patronale di San Rocco (20 e 21 agosto)
- La sagra delle pettole (sabato e domenica precedenti il Natale)
- La notte dei cucibocca (5 gennaio)
- Il Carnevalone (Il martedì grasso)
- La Cavalcata del Borbone (prima domenica d'agosto)
- Festa in onore di San Giuseppe (19 marzo)
- Festa Madonna della Nuova (lunedi di Pasquetta)
Enogastronomia di Montescaglioso
La cucina montese è tradizionalmente semplice come nel resto della regione. Si fa, infatti, largo uso di verdure, e legumi (fave, lenticchie, ceci e in minor quantità di circerchie). Il tipico piatto contadino è a' "cialledd" a base di pane bagnato fatto a pezzi e condito con olio, pomodori e aglio. Tra i primi piatti tipici, troviamo "l'rcchtedd" (le orecchiette) o "l'maccarun" (maccheroni) e cavatelli fatti a mano e conditi con ragù d'agnello, o vitello, o le classiche tagliatelle ai ceci, senza dimenticare il tradizionale "fafett' e ciucuer'" (fave e cicorie). Tra i piatti a base di carne troviamo "l'gnummuriedd", involtini di interiora (soprattutto di agnello) insaporiti con spezie di vario genere, e cotti alla brace o al forno ed infine fiore all'occhiello della tradizione culinaria montese sono "l'brasciol d' cavadd" (involtini di cavallo) carne ricchissima di ferro. I dolci tipici, di tradizione comune anche in altre zone lucane e pugliesi, sono le famose "pettole", "l'cartagghiat" (cartellate), "l'prciedd", e l'struffl, frittelle fatte in casa e zuccherate a piacere.
Chiese di Montescaglioso
- Chiesa Madre (1776), intitolata a San Pietro e San Paolo. Chiesa Madre. Dell’originaria fondazione medioevale non resta traccia in quanto fu riedificata a partire dal 1776 e rifatta in stile tardo barocco. Si accede da un grande portale e si presenta a tre navate. Mostra uno splendido ed imponente altare barocco e una balaustra in marmo donati dal Capitolo di Siena durante l’epoca napoleonica. Anche gli altri altari sono in marmi policromi. La cupola del presbiterio è decorata con altorilievi in stucchi dei quattro evangelisti. Custodisce nelle navate laterali quattro tele di Mattia Preti: Nozze di Cana, Cena in casa levi, Adorazione dei magi, Natività. I dipinti furono acquistati a Napoli e donati dal marchese Ferdinando Cattaneo alla chiesa parrocchiale agli inizi dell’Ottocento. Le altre tele custodite sono firmate da Giovanni Donadio, di scuola veneziana. Fanno parte dell’arredo artistico della chiesa un organo (fine Settecento), proveniente dal convento benedettino femminile, la cantoria (inizio Ottocento) in legno decorato e dipinto che mostra lo stemma del Comune. Ci sono pure due acquasantiere in marmo policromo ad intarsio, finemente scolpite. Il battistero e il lavabo provengono dall’Abbazia di Sant’Angelo. In sacrestia si trova una piccola tela Madonna con Bambino, del Quattrocento.
- La Chiesa dell’Abbazia (XII secolo), dedicata a San Michele Arcangelo, ha un bel portale, realizzato da Altobello ed Aurelio Persio, come i portali del monastero. Presenta un campanile con bifore normanne ed a fianco il tiburio cilindrico con sovrapposta lanterna. Nel pronao ci sono resti dell’antica costruzione. Fu trasformata a partire dal 1590: le navate laterali diventarono quattro cappelle per lato. Presenta una cupola cilindrica completata nel 1650 e soffitti a botte. Sulle pareti stanno emergendo affreschi del Seicento della scuola del Donadio. Il coro ligneo e il maestoso altare maggiore in marmo, che un tempo adornavano la chiesa, ora si trovano rispettivamente nella chiesa del Gesù a Lecce e nella cattedrale di Matera.
- Chiesa di S.Stefano (XI secolo)
- Chiesa di S.Rocco (XVI secolo)
- Convento di S.Agostino (XVI secolo)
- Convento femminile della SS. Concezione (XVI secolo)
- Convento dei Padri Cappuccini (XVI secolo)
- S. Maria del Vetrano (XVI secolo)
- Chiesa di S.Lucia (XI secolo)
- Chiesa della Madonna delle Grazie (1065), già S. Maria in Platea
- La Chiesa della Madonna della Nuova (XI secolo)
Monumenti a Montescaglioso
- Obelisco di S.Rocco
- Statua della Madonna del Cammino su
Monte Vetere - Statua in bronzo in onore a Giuseppe
Novello - Busto in onore di Salvo D'Acquisto
- Monumento ai caduti a Piazza del
Popolo - Statua in onore di Padre Pio
Musei di Montescaglioso
- Museo della Civiltà Contadina
Luoghi naturali a Montescaglioso
- Difesa S.Biagio
- Parco delle Chiese Rupestri del Materano











