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Le province in Emilia Romagna


La Regione dell'Emilia Romagna

L'Emilia-Romagna è una regione dell'Italia settentrionale di 4.254.219 abitanti (demo.istat.it 31/08/2007), con capoluogo Bologna.
È bagnata a est dal Mar Adriatico, confina a nord con il Veneto e la Lombardia, a ovest con il Piemonte e la Liguria, a sud con la Toscana, le Marche nonché la Repubblica di San Marino. Essa è composta dall'unione di due regioni storiche: l'Emilia, che comprende le province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Ferrara e buona parte della provincia di Bologna, con il capoluogo, e la Romagna, con le rimanenti province di Ravenna, Rimini, Forlì - Cesena e la parte orientale della provincia di Bologna (Imola e zone limitrofe). La Romagna storica comprende peraltro piccoli territori nelle Marche e in Toscana.
Le aree che costituiscono la regione attuale sono popolate fin da tempi remotissimi, come ci indicano vari ritrovamenti: il caso più famoso è quello del sito di Monte Poggiolo, presso Forlì, dove sono stati rinvenuti migliaia di reperti datati a circa 800.000 anni fa, a dimostrazione che la zona era già abitata nel Paleolitico.

Geografia
L'Emilia-Romagna è una regione prevalentemente pianeggiante, infatti le pianure occupano il 47,8% del suo territorio. Le colline, il 27,1% del territorio, e le montagne, il 25,1% del territorio, si trovano nel meridione della regione.

Clima
Il clima dell'Emilia-Romagna è di tipo prevalentemente sub-continentale con inverni piuttosto rigidi ed estati calde. In inverno sono presenti precipitazioni nevose che dalla montagna possono estendersi talvolta fino alla pianura. La parte a nord della via Emilia è situata all'interno della Pianura Padana e ne possiede pienamente le caratteristiche: afa estiva e nebbia abbastanza frequente durante l'inverno dove si raggiungono temperature rigide con giornate di gelo e nebbia che non riesce a dissolversi nemmeno nelle ore centrali del giorno, mantenendo spesso la temperatura prossima allo zero. Durante la notte la temperatura può scivolare al di sotto dello zero e talvolta si sviluppano estese gelate che possono perdurare anche per l'intera giornata. In genere gli episodi di maltempo sono generati dalle perturbazioni di stampo atlantico-mediterraneo o da quelle, più fredde, sospinte da venti di bora; qualche volta soffia anche il Burian, vento di origine artico-russa che riesce a raggiungere questa regione sferzandola con gelide raffiche. Questi sono caratteri estremi dell'inverno emiliano-romagnolo che comunque per buoni tratti, sotto l'influsso di correnti occidentali e di Scirocco, può anche risultare abbastanza asciutto, mite e soleggiato, specialmente sulle coste e sulla fascia collinare. In estate l'afa la fa da padrona e le temperature sono molto alte, vi sono elevati tassi di umidità, in particolare nelle zone pianeggianti, mentre nelle zone montuose il caldo risulta meno opprimente. Si possono registrare anche diversi giorni consecutivi di caldo e sole intenso, tuttavia durante tale periodo soleggiato si possono sviluppare temporali anche di forte entità. L'autunno è molto gradevole e temperato fino alla metà di novembre; dopo è più fresco, a tratti decisamente freddo, umido e piovoso con nebbie frequenti nelle zone vicine al Po. La primavera rappresenta la stagione di transizione per eccellenza, può risultare fredda o per contro essere un anticipo d'estate, ma nel complesso risulta mite. In complesso la piovosità è concentrata in primavera e in autunno su livelli inferiori rispetto alle regioni a nord del Po: ciò determina un regime idraulico a carattere prevalentemente torrentizio con periodi siccitosi che possono prolungarsi fino ad autunno inoltrato.

Storia
Formazione della regione Emilia-Romagna
L'identità etno-culturale della Romagna è sempre stata forte mentre per l'Emilia la questione è controversa. Infatti, a partire dal 568 d.C. (anno dell'arrivo dei Longobardi nella Pianura Padana) fino al 1859, questo territorio si è chiamato Lombardia (o Longobardìa, in contrapposizione a Romanìa, l'odierna Romagna); i suoi abitanti erano definiti lombardi.
invaso parte del territorio della regione romana composta dalle città di Forum Livii (Forlì), Forum Cornelii (Imola), Faventia (Faenza), Bononia (Bologna), Mutina (Modena), Regium (Reggio Emilia), ovvero l'VIII regione di Augusto, denominata appunto Emilia.
Al momento dell'invasione franco-piemontese, per evitare la costituzione di un blocco lombardo troppo potente, la dinastia dei Savoia creò ex-nihilo il concetto di "Emilia" (riesumando per l'occasione il nome dell'antica regione augustea). Questo comportò il cambiamento di diversi toponimi. Ad esempio, Reggio Emilia, prima dell'Unità d'Italia, era chiamata semplicemente Reggio o anche Reggio di Lombardia.

Istruzione
In regione sono presenti quattro università, tutte dislocate in Emilia, e tutte nella Top 15 delle università italiane:
    * Bologna: l'università più grande della regione e una delle principali a livello nazionale, è la più antica università del mondo occidentale ed è soprannominata "La Dotta". Ha quasi 100.000 studenti. Nella classifica del "Times" sulle migliori università mondiali l'ateneo è risultato 173°, primo in Italia.
    * Parma: università riconosciuta con storia secolare, accoglie molti studenti soprattutto dalla provincia della Spezia, ha quasi 30.000 studenti.
    * Modena-Reggio Emilia: università che è divisa in due sedi (alla sede storica modenese nel 1998 si è aggiunta Reggio), è stata eletta nel 2007 da il Sole 24 Ore come miglior università pubblica.
    * Ferrara: università fondata dal marchese Alberto V d'Este su concessione del Papa Bonifacio IX, ad oggi ha quasi 20.000 studenti.
In tutti gli altri capoluoghi sono presenti sedi distaccate con facoltà autonome, come ad esempio le succursali dell'Università di Bologna presenti in Romagna (Forlì, Cesena, Ravenna e Rimini), dell'Università Cattolica di Milano e del Politecnico di Milano (Piacenza).

Economia
L'Emilia-Romagna è considerata una delle regioni più ricche d'Europa, con tassi d'occupazione che superano il 70% (80% a Modena e Reggio Emilia); il tasso di disoccupazione della regione (2,9%) corrisponde ad un regime di piena occupazione, e il reddito pro-capite è tra i più alti a livello europeo e il più alto in Italia. Questo ha favorito negli ultimi anni un enorme arrivo di immigrati nelle città, solo per fare un esempio Modena e Reggio Emilia sono al vertice come percentuali di immigrati residenti.
La regione, secondo un'altra indagine svolta da Eurostat nel 2002, è risultata la 23° regione europea per quanto riguarda il PIL pro capite, terza italiana dopo la provincia autonoma di Bolzano e la Lombardia.