Frùcino (questo il nome latino) era quindi all'epoca abitata dal popolo dei Volsci, seppur compresa nel territorio degli Ernici. Il nome prerom... [Continua]
Frosinone è capoluogo della provincia di Frosinone.
Frùcino (questo il nome latino) era quindi all'epoca abitata dal popolo dei Volsci, seppur compresa nel territorio degli Ernici. Il nome preromano della città sarebbe Frusna, l'etimologia del quale è controversa; tuttavia si sono tentate varie ipotesi: una prima farebbe derivare il nome dalla radice del greco portis: giovenca; una seconda, osservando l’assonanza con radici etrusche, ricollega il nome ad un’ipotetica gens etrusca Fursina (o anche, Frusina o Prusina); a queste tesi se ne è affiancata una più recente, che basandosi sui legami tra le civiltà italiche preromane, ed in particolare quella etrusca, con i popoli accadico-sumeri, ipotizza influenze analoghe anche per i toponimi: stando a ciò Frusna avrebbe il significato di “terra irrorata dai fiumi”. Anche se tale significato non pare appropriato per la geografia di Frosinone, visto che il territorio è attraversato solo da qualche torrente fatta eccezione per il Cosa che, comunque, a memoria d'uomo, è sempre stato solo un grosso fosso.
Geografia
Situata storicamente su di un colle che domina la valle del Sacco, è circondata dai monti che delimitano la valle, ossia gli Ernici a Nord ed i Lepini ad Est e a Sud, ove si intravedono gli Ausoni.
Il suo territorio è attraversato dai torrenti Cenicia e Rio e dal fiume Cosa, il cui flusso, sia per cause naturali che per la captazione delle sue acque, è ormai estremamente ridotto. Nella pianura del Sacco sono presenti alcune fonti le cui acque sono sfruttate ad uso potabile ed industriale.
Sul colle permane il nucleo centrale della città che si è progressivamente sviluppata nella pianura sottostante, scendendo disordinatamente lungo i crinali e le vie di comunicazione.
Storia
Primi insediamenti
Ritrovamenti in diversi luoghi nel territorio, come i manufatti in pietra del Paleolitico inferiore (circa 250.000 anni fa) rinvenuti in località Selva dei Muli, testimoniano di antichissimi insediamenti nella zona. Sempre nella stessa località, circa 4.000 anni or sono, esisteva un ampio abitato eneolitico. Nel millennio successivo la presenza umana si sarebbe diffusa nel territorio, come dimostrano i reperti archeologici rinvenuti nella parte alta della città (là dove sorgerà successivamente la cittadina volsca e romana), riferibili all’Età del bronzo finale (XII-X secolo a.C.), e nelle località Fontanelle e Fraginale, costituiti sia da resti degli antichi abitati, che da alcune sepolture databili intorno al VII-VI secolo a.C.. È già volsca la necropoli casualmente scoperta presso l'odierno piazzale De Matthaeis, che comprende 21 tombe del VI-V secolo a.C..
Età romana
Non ci è dato sapere di un eventuale ruolo della città nelle guerre che videro contrapposti i Volsci ai Romani, sappiamo invece (Diodoro Siculo, XX, 80; Livio, X, 1) che nel 306 a.C. la città fomentò assieme alla lega ernica una ribellione al dominio di Roma: come punizione il suo territorio fu ridotto di un terzo (che passò alla vicina Ferentino, rimasta fedele all'Urbe), fu saccheggiata e i capi della rivolta, deportati a Roma, vennero pubblicamente decapitati (303 a.C.). Fu in seguito devastata dall'avanzata di Annibale lungo la Via Latina (durante la II guerra punica), alla quale non volle arrendersi.
Silio Italico loda Frusino anche nel corso dell’elencazione degli alleati romani nella battaglia di Canne ("a duro Frusino haud imbellis aratro", VIII, 398). Anche scrittori greci la nominano nei loro scritti, mentre tra i romani, in seguito, Giovenale evidenzierà la tranquillità della città volsca.
Sappiamo che sotto la dominazione romana fu municipio con diritto di voto e fu iscritta alla tribù Ufentina; in epoca imperiale divenne colonia e parte delle sue terre vennero assegnate ai veterani, forse anche per contrastare un progressivo spopolamento.
Sulla diffusione del Cristianesimo a Frosinone non si hanno notizie certe, ma si ritiene che sia esistita un'antica diocesi; certo è che a Frosinone nacquero due pontefici, Ormisda e Silverio, oggi patroni della città. Per quanto riguarda San Silverio, comunque, sia Venafro che Ceccano hanno sempre rivendicato entrambe di essere la vera patria del Santo. In particolare Ceccano ha sempre avuto dalla sua parte numerosi storici nonché Papa Gregorio XVI che, in una Bolla definì Ceccano Città Natale di San Silverio. Inoltre c'è da dire che nessun documento ufficiale cita Frosinone come luogo di nascita del grande Santo.E' certo che San Silverio appena eletto Papa, fece cingere di mura Ceccano.
Medioevo e Rinascimento: devastazioni e sviluppo
Frosinone fu più volte distrutta durante le invasioni barbariche, e rimase sempre dipendente dalla Roma papale; la sua funzione era principalmente agricola e militare: la rocca, la cui collocazione non è stata ancora individuata, pare respinse, tra l'altro, i tentativi di espansione dei Conti de Ceccano, i quali, comunque, possedevano beni in territorio frusinate, come si rileva dai documenti testamentari dei Conti stessi. Nel duecento saranno gli anagnini a tentare di imporre il loro dominio, ma Frosinone aveva dalla propria l'appoggio papale, che rese inoffensivi i nobili di Anagni. Dal XIII secolo fu saltuariamente sede del rettore di Campagna e Marittima, assieme ad altre città della provincia pontificia come Ferentino, Anagni e Priverno. Agli inizi del XIV secolo la città dovette cedere alla vicina e potente Alatri ( a sua volta occupata per ben 35 anni dai ceccanesi), impegnandosi ad intervenire con propri rappresentanti al "parlamento" alatrense e a partecipare alle spedizioni belliche dei dominatori, mantenendo le proprie insegne.
La città dovette subire numerose calamità (tra cui un terremoto nel 1350) e le devastazioni da parte dei Lanzichenecchi, che vi portarono la peste, immediatamente seguiti da truppe francesi e fiorentine, contestualmente al Sacco di Roma. La rocca, distrutta, venne ricostruita; per alcuni il portale principale sarebbe stato disegnato da Michelangelo anche se questo appare molto difficile visto che non si sa chi avrebbe potuto commissionare un simile lavoro in terra di Frosinone al grande autore della Cappella Sistina. Nuove distruzioni si ebbero con l'occupazione da parte degli spagnoli in guerra contro Paolo IV nel 1556: tutto ciò mostra quanto la sua rocca fosse strategicamente rilevante per il controllo di tutta la valle del Sacco e per la difesa di Roma.
Dalla seconda metà del Cinquecento la residenza dei governatori pontifici fu fissata definitivamente a Frosinone; tra il Seicento e l'Ottocento conobbe un significativo incremento demografico, passando da meno di duemila abitanti alla metà del Seicento agli oltre diecimila del primo censimento dello Stato italiano. Frosinone fu testimone nel 1867 della Campagna dell'Agro Romano per la liberazione di Roma con la Colonna Nicotera. Di rilievo lo scontro con i garibaldini a Monte San Giovanni Campano. Nel Museo nazionale di Mentana sono conservati i cimeli della "Vendita" Carbonara "Nicola Ricciotti" patriota mazziniano.
Età contemporanea
Frosinone fu sottratta allo Stato Pontificio e annessa al Regno d'Italia il 17 settembre 1870, tre giorni prima di Porta Pia. Dopo l’unificazione nazionale, diviene capoluogo dell'omonimo circondario in provincia di Roma. Si avviò allora un rinnovamento edilizio e un abbellimento architettonico dell’abitato, come testimoniano i pochi residui palazzi dell’attuale centro storico, che appunto presentano edifici tardo ottocenteschi e umbertini. La città era sede degli uffici della sottoprefettura, del distretto militare e della stazione ferroviaria statale e di quella vicinale (la Roma-Fiuggi-Alatri-Frosinone). Nel 1927, nel quadro di una generale riorganizzazione amministrativa, venne istituita dal regime la provincia di Frosinone, sottraendo comuni alle province di Roma e Caserta: furono ampliati gli uffici esistenti, se ne crearono di nuovi, e furono trasferiti in città un gran numero di dipendenti statali, soprattutto da Caserta. Frosinone conobbe, per la prima volta nella sua storia uno sviluppo, demografico, economico e sociale, furono costruiti gli edifici delle scuole elementari (raggiungendo finalmente, i paesi vicini, quanto a istituti scolastici)) e della Camera di Commercio.
Le ultime distruzioni saranno imposte alla città durante la seconda guerra mondiale, con 56 bombardamenti alleati. Dalla ricostruzione e la crescita dell'economia nei decenni successivi dipende in buona parte la Frosinone di oggi: di fatto, il capoluogo ciociaro non conserva molte tracce della sua pur millenaria storia, presentando attualmente un aspetto in prevalenza moderno di centro industriale e commerciale.





