Le province in Piemonte
La Regione del Piemonte
Il Piemonte è una regione dell'Italia nord-occidentale di 4.394.304 abitanti (demo.istat.it 31-10-2007) con capoluogo Torino. Confina ad ovest con la Francia (regioni Rodano-Alpi e Provenza-Alpi-Costa Azzurra), a nord-ovest con la Valle d'Aosta, a nord con la Svizzera (cantoni Vallese e Ticino), ad est con la Lombardia a sud-est con l'Emilia-Romagna e a sud con la Liguria.
La regione fa parte dell'Euroregione Alpi-Mediterraneo.
Geografia
Il territorio della regione è prevalentemente montuoso (ben il 43,3% del territorio regionale).
Le principali catene montuose sono le Alpi, che circondano la regione ad ovest, e gli Appennini che, situati a confine con Liguria ed Emilia-Romagna formano così un confine naturale.
Il territorio piemontese è ricco di corsi d'acqua, tutti tributari del fiume Po, che attraversa interamente la regione da ovest a est; da citare oltre allo stesso Po, il Tanaro (suo principale affluente di destra), la Dora Baltea, la Sesia, la Dora Riparia, la Stura di Lanzo e l'Orco; da citare anche il Ticino (che scorre però solo per pochi km fungendo da confine con la Lombardia) e sopratutto il Toce, il più importante immissario del Lago Maggiore dopo il Ticino, che scorre interamente nella provincia di Verbania.
Le principali zone collinari sono il Canavese (a nord-ovest), le Langhe e il Roero (a sud-ovest) e il Monferrato (a sud).
Numerosi sono i laghi alpini di origine glaciale. Il lago Maggiore, uno dei laghi più grandi d'Italia, segna il confine a est con la Lombardia, insieme al suo emissario, il fiume Ticino.
La montagna piemontese ha un aspetto imponente ed aspro: infatti le sommità al di sopra dei tremila metri scendono rapidamente verso la pianura. La sua caratteristica è infatti di essere priva di prealpi come tutte le altre regioni alpine. Da ciò deriva il nome della regione che significa "al piede dei monti". Al di sotto delle rocce e dei pascoli ci sono ampie estensioni di boschi: le conifere sono meno diffuse che in altre sezioni delle Alpi e lasciano presto il posto a faggeti ed a castagneti.
Nelle valli ci sono impronte dell'attività umana e costituiscono importanti vie di comunicazione internazionali stradali e ferroviarie. Nelle valli minori si trovano dighe, impianti idroelettrici e centri turistici.
Le colline meridionali delle Langhe e del Monferrato sono formate da antichi sedimenti marini e sono poco resistenti all'acqua, che vi scava un labirinto di solchi e di valli. I versanti bene esposti sono coltivati a vite, cereali e foraggi ma anche a frutteti e noccioleti mentre l'allevamento, che un tempo era molto diffuso, non progredisce.
Tra queste colline e le Alpi, un altopiano ricco di acqua arriva fino a Cuneo, ad oltre cinquecento metri di altezza: qui i campi sono coltivati soprattutto a foraggi e cereali.
Nell'area torinese il paesaggio tipico è quello dello sviluppo industriale.
Interamente opera dell'uomo e frutto di un lavoro secolare è il paesaggio delle risaie nella pianura delle province di Vercelli e di Novara. Il riso si avvicenda ad altri cereali e foraggi mentre le piantagioni di pioppi si intercalano ai campi.
Storia
Abitato fin dall'età neolitica, dopo lo scioglimento dei ghiacci in alta Val Padana, nel I millennio a.C. fu occupato dalle popolazioni celtiche o liguri dei Taurini e dei Salassi, successivamente sottomessi dai Romani (220 a.C.), che fondarono colonie come Augusta Taurinorum (l'odierna Torino) ed Eporedia (Ivrea). Dopo la crisi della parte occidentale dell'impero la regione divenne sede d'incursioni, scontri e conquiste da parte di Odoacre, dei burgundi, dei goti (V secolo d.C.), dei bizantini, dei longobardi (VI secolo), dei franchi (773), conservando però una certa autonomia. Nel IX e X secolo subì le nuove incursioni degli ungari e dei saraceni che distrussero, fra l'altro, l'Abbazia di Novalesa in Val di Susa. Amministrativamente divisa in contee e marche, fu in parte riunificata nell'XI secolo da Olderico Manfredi, che ottenne le due importanti marche di Torino e Ivrea e le lasciò in eredità al genero Oddone di Savoia, figlio di Umberto I Biancamano. Il processo di riunificazione del Piemonte sotto i Savoia richiese diversi secoli, dapprima per la formazione di comuni autonomi, come Asti e Alessandria (XII secolo), e forti marchesati, come quelli di Saluzzo (XI secolo) e del Monferrato (XII secolo); poi per l'intervento di potenti signori esterni, come i Visconti (XIV secolo); infine per il coinvolgimento della regione nelle lotte fra gli Asburgo e i Valois per l'egemonia in Italia e in Europa (XVI secolo). Solo dopo la pace di Cateau-Cambrésis (1559) Emanuele Filiberto e i suoi successori poterono avviare il processo di definitiva riunificazione, ultimato nel 1748 con la pace di Aquisgrana. Dopo la parentesi della dominazione napoleonica (1796-1814), il Piemonte seguì i destini del Regno di Sardegna ed ebbe un ruolo centrale nel Risorgimento italiano e nella costruzione del nuovo stato unitario (1861), che ne derivò la struttura giuridica e politica (Statuto Albertino del 1848) e il personale amministrativo, in quel processo che fu definito di "piemontesizzazione" dello stato. Nei momenti più critici o di transizione della storia nazionale, il Piemonte diede importanti contributi come "laboratorio" politico e sociale, con gli scioperi operai nelle guerre mondiali (nel 1917 e nel 1943), le esperienze torinesi di Gramsci e Piero Gobetti (anni venti), l'intensa partecipazione alla Resistenza (1943-45), l'industrialismo innovativo di Adriano Olivetti (anni cinquanta), la stagione di lotte dell'autunno caldo (1969). Imponente fu l'industrializzazione della regione, che dalla struttura agraria tradizionale del regno sabaudo, fondata sull'egemonia dei ceti burocratici e militari e dell'aristocrazia fondiaria, seppe avviare, a partire dall'età cavouriana (1852-61), un rapido processo di modernizzazione fino a diventare, all'inizio del Novecento, un'area rilevante del triangolo industriale che trainò il decollo economico italiano. Non mancarono, nel rapido sviluppo, gli squilibri, soprattutto territoriali, tra l'area del torinese, sede principale dell'industrializzazione, e l'economia ancora prevalentemente rurale del resto della regione. Il tessuto economico, in cui ebbe un posto proponderante la FIAT, attrasse negli anni cinquanta e sessanta un grande flusso migratorio, che provocò profonde trasformazioni sociali e culturali; si dimostrò, invece, piuttosto fragile di fronte alle sfide della mondializzazione di fine secolo, che pagò con un certo declino industriale e un alto tasso di disoccupazione
Luoghi di interesse storico e culturale
* Abbazia di Fruttuaria
* Abbazia di Sant'Antonio di Ranverso
* Abbazia di Staffarda
* Abbazia di Novalesa
* Abbazia Sacra di San Michele
* Arco di Augusto a Susa
* Abbazia di Vezzolano ad Albugnano
* Basilica di San Gaudenzio di Novara
* Basilica di Superga
* Basilica di Sant'Andrea a Vercelli
* Battistero paleocristiano di Novara
* Borgo medievale di Piazzo a Biella e il Battistero pre-romanico nella città bassa
* Broletto di Novara
* Castello Sforzesco di Galliate
* Castello del Valentino di Torino
* Cattedrale di Santa Maria Assunta ad Asti
* Cattedrale di San Giusto a Susa
* Collegiata di San Secondo ad Asti
* Castello dei Principi d'Acaja a Fossano
* Centro storico della città di Acqui Terme con la fonte sulfurea della Bollente, l'antico Borgo Pisterna e l'Acquedotto Romano
* Centro storico della città di Alba e le torri medievali
* Centro storico medievale della città di Asti
* Centro storico medievale della cittadina di Avigliana
* Centro storico della città di Cherasco
* Centro storico della città di Gavi e il suo Forte
* Centro storico della città di Saluzzo con la Casa Cavassa e la Chiesa di San Giovanni
* Cittadella di Alessandria
* Chiesa di Santa Maria di Castello in Alessandria
* Chiesa di Santa Giustina a Sezzadio
* Chiesa di Santa Croce a Bosco Marengo
* Chiesa di San Francesco a Cassine
* Complessi collinari di Langhe,Roero e Monferrato con i loro Castelli e borghi medievali
* Complesso industriale e fieristico del Lingotto a Torino con l'Auditorium e la Pinacoteca Agnelli
* Cripta e Museo di Sant'Anastasio ad Asti
* Duomo di Torino e la Sacra Sindone
* Duomo di Casale Monferrato e i palazzi del centro storico
* Duomo di Chieri
* Forte di Fenestrelle
* Forte di Exilles
* Galleria Sabauda a Torino
* Isole Borromee
* Isola di San Giulio e Sacro Monte di Orta sul Lago d'Orta
* Mole Antonelliana a Torino
* Museo Nazionale del Cinema a Torino
* Museo Egizio di Torino
* Museo Borgogna a Vercelli
* Palazzo Ghilini ad Alessandria
* Palazzo Reale di Torino
* Palazzo Madama a Torino
* Palazzo Carignano a Torino
* Palazzo Alfieri casa natale di Vittorio Alfieri ad Asti
* Piazza San Carlo a Torino
* Piazza Carignano a Torino
* Piazza Castello a Torino
* Piazza Maggiore e città alta di Mondovì
* Piazza del Mercato e centro storico di Domodossola
* Piazza Cavour a Vercelli
* Porta Palazzo a Torino
* Complesso delle Residenze Sabaude
* Ricetto di Candelo
* Rotonda di San Pietro in Consavia ad Asti
* Sacro Monte di Crea a Crea
* Sacro Monte di Varallo e gli altri Sacri Monti piemontesi Patrimonio dell'Unesco
* Sacro Monte di Domodossola
* Santuario di Oropa
* Santuario di Vicoforte
* Teatro Regio di Torino
* Ville e Castelli del Lago Maggiore, tra cui Villa Giulia e Villa Taranto
Natura
Nella regione ci sono 193.000 ettari di aree protette, pari al 7,6% della superficie totale, per un totale di 56 parchi e riserve regionali, due parchi nazionali Gran Paradiso e Val Grande, il Parco Regionale dei Laghi di Avigliana, il Parco naturale della Collina Torinese ed un parco provinciale del lago di Candia.
Particolarmente rilevante l'impegno ambientale profuso nella tutela della fascia fluviale del Po che è stato il primo ad essere realizzato.
Siti UNESCO
In Piemonte si trovano due siti iscritti dall'UNESCO nella Lista del Patrimonio dell'Umanità. Si tratta delle Residenze Sabaude, inserite nel 1997, e del sito Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia, incluso nella Lista del Patrimonio Mondiale nel 2003. Attualmente è stata avanzata la proposta di candidatura per includere nella lista UNESCO la celebre zona vitivinicola di Langhe-Monferrato-Roero.
Piatti tipici
Il Piemonte è conosciuto nel mondo per alcuni suoi piatti tipici.
* Bagna càuda
* Tajarin (tagliatelle)
* Agnolotti del plin
* Agnolotti ripieni di arrosto
* Bonet
* Brasato al barolo
* Fricieuj (frittelle di mela)
* Polenta e salsiccia
* Fritto misto alla piemontese
* Grissini (Rubatà)
* Rabaton all'alessandrina
* Baci di dama

