Collepasso è un comune in provincia di Lecce. Esso sorge sulle pendici della Collina di Sant'Eleuterio e si trova a valle del territorio denominato "Macche", che rappresenta il punto più alto dell'intera provincia di Lecce. La distanza dal capoluogo è di 32 Km.
Storia di Collepasso
Il comune ha avuto l'autonomia nel 1907 con decreto reale n.319 del 06 Giugno '07, firmato dal Re Vittorio Emanuele III. Il primo a raccontare la storia di Collepasso in maniera cartacea fu l'arciprete Giuseppe Manta, che nel 1896 pubblicò "Cenni storici-etnografici attorno al villaggio di Collepasso". Nel maggio 1969 fu Giuseppe Marzano a scrivere "Collepasso nel tempo", aggiornando fino alla fine degli anni '60 l'opera di Giuseppe Manta. Il villaggio fu abitato già dal 1200 (e conosciuto come Colopati) ma si spopolò fino a tutto il 1700. La svolta per l'incremento popolare di Collepasso si ebbe nel 1805, allorché la giovane baronessa Aurora Leuzzi giunse da Napoli trasferendosi nel paese: sotto la sua egemonia non ci furono più atti di vandalismo estremi, visto che fece alcune concessioni enfiteutiche per fabbricati, altre per piantagioni e viti. Il compagno di vita della baronessa, Conte Alberti, si occupò di tracciare la topografia delle strade limitrofe al castello Baronale dove i due risiedevano. Tale piano regolatore, però, non venne rispettato del tutto, poiché tra il 1813 ed il 1816 sorsero delle abitazioni in maniera disordinata. Tale evenienza si dimostrò un fatto positivo per lo sviluppo del piccolo villaggio, poiché si diede il via ad un'attività di lavori campestri e manuali, legati all'agricoltura. Lo sviluppo ebbe un rapido incremento a partire dal 1851, quando fu completata la strada statale che collega Maglie e Gallipoli e che tocca Collepasso. In seguito furono costruite le vie provinciali per Neviano, Tuglie, Casarano, Galatina e Cutrofiano, facendo divenire Collepasso il centro di un cerchio da cui partono molti raggi che fanno capo a diversi paesi. Nel 1861 venne svolto il primo censimento e Collepasso registrò 1.067 abitanti. La popolazione cominciò a crescere e ad espandersi, raggiungendo i 2.700 abitanti nel 1907, ossia l'anno della proclamazione dell'autonomia dal comune di Cutrofiano. La prima sorta di amministrazione comunale a Collepasso si ebbe con il Commissariato composto da Angelo Marra, Cosimo Marzano e Cosimo Malorgio. Nell'immediato primo pre-guerra il comune era diviso tra due fazioni politiche: quella di Luigi Costa e quella di Carlo Viva. Il 18 Febbraio 1912 si svolsero le prime elezioni comunali, che decretarono di fatto la composizione del primo Consiglio, facente capo a Carlo Viva. Questa prima Amministrazione non ebbe però vita facile, a causa delle lotte che avvenivano tra il sindaco ed il già citato Assessore Luigi Costa. Tali lotte sfociarono in una sorta di guerra civile nel 1914 quando, dopo le elezioni del 29 giugno, Luigi Costa spodestò dalla poltrona di sindaco Carlo Viva. Tale guerriglia urbana è ricordata come i tumulti collepassesi del 1914. Alla fine del 1914 una sentenza del tribunale di Trani dichiarò decaduta l'Amministrazione Comunale: il paese venne così commissariato da Francesco Orlando, al quale subentrò Giovanni Pica, sindaco eletto a fine 1915.
Il fascismo collepassese
Dopo la Grande Guerra tornò al potere Carlo Viva, che vi rimase fino al 1923. Egli aderì subito al nuovo regime fascista nazionale, raccogliendo appoggi dalla segreteria provinciale; tali appoggi, però, erano contrastati da una forte opposizione svolta da Vincenzo Fersini. Tali polemiche diedero vita ad un periodo (dal 1923 al 1925) molto confuso della storia del giovane comune, che vide alternarsi al potere due commissari, ossia Nicola Alemanno e Ercole Aprile. Ad essi fu affiancato l'alto gerarca fascista Aldo Palmentola, che rimase a Collepasso per molti anni. Dal punto di vista amministrativo, grande clamore destò il caso di Stanislao Costa (fratello di Luigi): egli era visto come una sorta di "salvatore" del paese ma, una volta vinse le elezioni, morì prematuramente due mesi dopo. Allora si alternarono al potere Giuseppe Longo (sindaco facente funzioni) fino al giugno 1925, Germano D'Amanzo (podestà) fino al maggio 1932, Giuseppe Rotella (commissario prefettizio) fino al novembre 1932, Carlo Viva (commissario prefettizio) fino all'8 Aprile 1933, dopo la quale divenne podestà fino al 6 luglio 1934. Dopo una breve parentesi di un mese, il nuovo commissario prefettizio Gaetano Danieli lasciò nuovamente il posto a Carlo Viva, che rimase a capo dell'Amministrazione Comunale fino al 31 maggio 1936. Fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale si alternarono a capo dell'Amministrazione Comunale varie personalità non collepassesi: Antonio Di Milia (commissario prefettizio), Girolamo Vergine (prima commissario e poi podestà), Gaetano Stasi (prima commissario e poi podestà), Bartolomeo Ravenna (commissario), Luigi Micheli (commissario) e Raffaele Massarelli (commissario).
Opere pubbliche nel periodo fascista
Durante il periodo fascista, alcune importanti realizzazioni furono terminate. Nel 1929, quando era podestà l'avv. Germano D'Amanzo fu costruito il campo sportivo, sul fondo "Gelso" appartenente a Carlo Viva. Tale "Campo del Littorio" venne adibito al mercato cittadino settimanale ed usato per le prime partite amichevoli di calcio. Solo nel 1954 nacque la prima squadra dilettante di calcio collepassese: la Stella del Colle. Con D'Amanzo fu, inoltre, inaugurata nel 1930 l'illuminazione elettrica ed acquistato il terreno per la costruzione del municipio, con annessa villa comunale, i cui lavoro cominciarono nel 1934 e terminarono nel 1939. Altra opera importante fu il cimitero nuovo, terminato nel 1944.
Luoghi di interesse a Collepasso
Chiesa Madre
La Chiesa Madre è la Chiesa principale del paese ed è dedicata alla Madonna delle Grazie: essa fu donata al paese nel 1865 dalla nobildonna Consiglia Pesce ed è stata, per circa un secolo, l'unico luogo di ritrovo religioso di Collepasso. Situata presso Largo Fede, la Chiesa venne eretta nel 1625 e presenta una facciata arricchita da un portale d'ingresso in bronzo. Presenta una pianta in croce latina (con mononavata e senza colonnati) disegnata dall'Arch. Filippo Bacile ed all'interno si possono ammirare delle opere dell'artista salentino Don Michele Rizzo. È costruita in carparo e pietra leccese, è priva di colonne ed ha una grande cupola ribassata. Nel 1944 le pareti furono affrescate dal pittore Leonida Cortesi con scene di santi e del Vangelo. Nel 2000, anno Giubilare, l'intera struttura è stata oggetto di restauro conservativo e di consolidamento statico, ad opera dell'architetto Fernando Montagna. L'intervento di restauro, seguito dalla Sovrintendenza alle Belle Arti di Lecce nella persona del dtt. Giovanni Giangreco, è ora studio e laboratorio per i restauri di immobili dell'ottocento.
Castello Baronale
Il palazzo baronale è il risultato di diverse modificazioni e lavori di ampliamento, i quali terminarono nel XVIII secolo dal feudatario Oronzo Leuzzi. Ingloba un'antica costruzione (fortezza cinquecentesca) edificata nel 1576 da Pietro Massa, sopra ad un'altra già preesistente costruzione, ossia una torre di difesa delle campagne in epoca bizantina. Tale palazzo, però, è divenuto il centro dell'attività politica e culturale collepassese sotto l'egemonia della Baronessa Aurora Leuzzi. Nel 1992 e nel 2006 si sono avuti dei lavori di restauro. Esso è un immobile di interesse culturale dal 1987, ossia dal momento del trasferimento di proprietà al Comune.Palazzo Viva
Si tratta di un maestoso edificio risalente alla fine del XIX secolo; la faccia molto elegante è arricchita da un pregiato portale d'accesso.Palazzo Nuovo
Cosí detto per distinguerlo dal "Palazzo Vecchio" cioè il Castello Baronale, fu edificato intorno al 1840 per volontà del Conte Alberti, presenta una facciata con elementi Decó, causa un rifacimento del 1912. Residenza, al suo inizio, di Carlo Viva del Gado e Carlotta Piro,i due figli che la Baronessa Aurora Leuzzi e il Conte Bartolomeo Alberti ebbero nella loro lunga convivenza, attualmete è abitato dalle famiglie eredi. È ubicato a ridosso del centro in Piazzetta Cristoforo Colombo a cui si accede attraverso la via Conte Alberti. Palmento Risale al 1749, edificato dal Barone Carlo Leuzzi, situato quasi sul ciglio della strada, sulla prov. per Noha- Galatina, all'ingresso del paese; è un documento che attesta l'antica vocazione viti- vinicola del sito. Ridotto quasi ad un rudere, recentemente è stato restaurato.Cappella della S.S. Trinità
Detta anche dello Spirito Santo. Costruita a fianco del Castello Baronale nel XVIII secolo, sui resti di un'antica struttura cinquecentesca. È a navata unica ed ha una campana del 1857 che si crede sia miracolosa. Essa fu costruita per i bisogni spirituali dei castellani o degli addetti alla sorveglianza del feudo, oltre che dei pochi contadini che vivevano sui terreni baronali, nel quale si veneravano le immagini della S.S. Trinità e della Madonna delle Grazie. Piazza Martiri Ungheresi Si trova alle spalle della piazza. Al centro di essa sorge una statua di San Giuseppe, opera di Don Michele Rizzo. Essa spicca su una colonna alta quattro metri, resto della vecchia Parrocchia crollata nel 1858.Torre dell'Orologio
Si trova in Piazza Dante, al centro del Paese. Risale al 1914. Parco Bosco È un boschetto di querce, adibito a Parco. È usato prevalentemente per delle feste e delle sagre. Agli inizi del XX secolo la sua estensione occupava un'area andante dalla via per Galatina a Piazza Dante, ma col tempo è divenuta di pochi km quadrati. Si trova all'uscita di Collepasso, presso la via per Cutrofiano.Festa Patronale di Collepasso
È dedicata alla Madonna delle Grazie e si festeggia il 7 e l'8 settembre. Tale festa raccoglie annualmente molti venditori e molti giostrai, organizzati e coordinati diligentemente dal Comitato della Festa Patronale. La fiera si articola per le strade parallele al campo sportivo e si svolge la domenica precedente alla festa. La festa, invece, si svolge in un territorio andante da Piazza Dante a Piazza Caduti di Nassirya (ossia, il vecchio Largo della Posta).
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