Ginosa è un comune in provincia di Taranto. Essa si erge sul primo gradino delle falde meridionali della Murgia tarantina a 240 m s.l.m.
Storia Popolosa località della provincia di Ta...
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Ginosa è un comune in provincia di Taranto. Essa si erge sul primo gradino delle falde meridionali della Murgia tarantina a 240 m s.l.m.
Storia
Popolosa località della provincia di Taranto, situata ai confini con la Basilicata, la città di Ginosa è collocata stabilmente tra l’altopiano della murgia e le spiagge del mare ionio, comprende la frazione di Marina di Ginosa. Abitata già dal paleolitico (ci sono scavi in località Oscorosciuto riguardanti l' Homo sapiens) durante l'età del bronzo fu abitata dai messapi. Con l'istallazione delle vicine colonie greche di Taranto e Metaponto, la pianura ginosina divenne di dominio conteso dalle due grandi polis. Con l'avvento delle legioni romane paradossalmente l'altopiano ginosino si ellenizzò anche etnicamente, questo principalmente per via delle due distruzioni che subì Metaponto. In epoca romana Ginosa ebbe importanza per due motivi:
1)la sua vicinanza alla via Appia che la fece una sorta di fortino militare
2)la sua piana, che in mano a pochi latifondisti, costituì un solido granaio per Roma.
Con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente e le conseguenti invasioni (Goti, Bizantini, Longobardi, Slavi, Saraceni e Normanni) i popoli di queste terre si spingono a trovare rifugio nelle grotte, alcune naturali altre scavate nel tenero tufo delle gravine. In questa realtà autoctona e originale si inserisce il monachesimo italo-greco, soprattutto i seguaci di San Basilio che tanto contributo diedero dal punto di vista spirituale, artistico e pratico. A loro si devono i dipinti delle chiese rupestri, l’assistenza religiosa alla popolazione ed anche a tutta una serie di interventi nel territorio quali disboscamenti, dissodamenti e bonifica delle paludi. Durante i primi secoli medievali l'intera piana fu abbandonata perché le ville fortificate presenti non erano in grado di difendere questo ampio territorio dalle scorribande germaniche prima e saracene poi, sia perché la popolazione si era contratta per via delle carestie. La popolazione si rifugiò quindi nelle gravine, naque così l'incantevole abitato ricristianizzato dai monaci bizantini che ivi si stanziarono lasciandoci capolavori artistici come la chiesa rupestre di Santa Sofia.Con il finire del Medio Evo inizia il lento declino della civiltà rupestre. La gente lentamente abbandona la gravina per spostarsi sulla collina dove sorge l’odierno abitato, e dall’architettura “spontanea”, fatta di forme e dimensioni estremamente irregolari, si passa alle case “lamiate” e alle case “soprane” della zona Popolicchio. È in questo momento storico che “il vivere in grotta” diviene, dal punto di vista sociale, un elemento discriminante. La dominazione effimera bizantina fu definitivamente scacciata con l'avvento dei Normanni che per controllare la costa dagli assalti saraceni fecero costruite torri di avvistamento lungo il litorale, a Ginosa c'è Torre Mattoni, e adattarono masseria fortificate come Girifalco. Con l'avvento normanno si istaurò un regime feudatario, e Ginosa fu un feudo di seconda categoria e non riuscì mai a consolidare su di sè una baronia stabile. I baroni, che in genere possedevano Ginosa come una rendita da spremere non furono quasi mai presenti sul territorio.
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