Geografia
Carbonia è situata nel sud-ovest d... [Continua]
Carbonia è un comune di 30.214 abitanti, capoluogo di provincia, con Iglesias, della provincia di Carbonia-Iglesias, attiva dal 2005.
Geografia
Carbonia è situata nel sud-ovest della Sardegna, nella storica regione del Sulcis di cui è il principale centro urbano, a circa 70 Km a ovest di Cagliari, in un'area un tempo paludosa e in seguito bonificata durante la costruzione della città. La morfologia del territorio è in buona parte pianeggiante, con pochi rilievi di altitudine modesta (inferiore ai 300 metri), tra cui monte Sirai (da cui si può ammirare un panorama della laguna di Sant'Antioco), monte Crobu, monte Leone e monte Rosmarino. La città è attraversata dal rio Santu Milanu e dal suo affluente rio Cannas, due corsi d'acqua a carattere torrentizio i cui alvei sono in secca per buona parte dell'anno, e che sfociano nella laguna di Sant'Antioco.
Storia
Gli anni del carbone
I primi insediamenti in epoca moderna di quella che oggi è Carbonia si ritrovano nell'abitato di Serbariu, divenuto comune autonomo a metà del XIX secolo. La scoperta di grandi giacimenti carboniferi nel sottosuolo sulcitano, portò nei primi decenni del Novecento all'apertura di varie miniere e a numerosi lavori di sondaggio per la ricerca di nuovi pozzi.
La scoperta del giacimento di Serbariu, portò il governo alla scelta di fondare una nuova città, da costruire al servizio della miniera e dei suoi lavoratori. Fu così che nel 1937, nei pressi della miniera di Serbariu, iniziarono i lavori per l'edificazione di Carbonia, fortemente voluta dal regime fascista, e approvata con Regio Decreto numero 2189 del 5 novembre 1937. I lavori, costati circa 325 milioni di lire, vennero completati nel 1938, sebbene parecchi quartieri verranno costruiti negli anni successivi. Ufficialmente Carbonia nasce il 18 dicembre 1938, sostituendo il comune di Serbariu (divenuta frazione della città), e sarà lo stesso Benito Mussolini a pronunciare il discorso inaugurale dalla torre Littoria (oggi torre Civica) della allora piazza Impero (oggi piazza Roma).
La città, negli anni dell'autarchia, fu meta di un vasto flusso migratorio da altre regioni dell'isola e anche da oltre Tirreno, infatti le miniere di carbone sulcitane lavoravano a pieno regime essendo una delle principali fonti di approvvigionamento di combustibile dell'Italia dell'epoca, fatto che aumentò notevolmente i livelli occupazionali nel Sulcis. La gente accorsa a Carbonia in questi anni fu superiore alle aspettative del governo, e per accogliere parte di questi minatori fu fondata pochi anni dopo Cortoghiana, tuttora una delle frazioni più popolate di Carbonia, da cui dista pochi chilometri.
Durante la Seconda Guerra Mondiale Carbonia fu bombardata, seppur in maniera assai meno pesante rispetto ad altri centri dell'isola, e dopo la fine del conflitto e la caduta del fascismo si visse un nuovo periodo di espansione economica, essendo le miniere sulcitane rimaste le sole a poter garantire adeguati livelli di produzione nel paese, dopo che l'Istria e le sue miniere erano passate alla Jugoslavia. Nel 1949 si toccherà la punta massima di popolazione della storia cittadina, con oltre 48000 residenti e 60000 dimoranti.
Dalla chiusura delle miniere ad oggi
Tuttavia con la fine dell'embargo contro l'Italia, i carboni esteri, più economici e con minore presenza di zolfo, portarono alla crisi del settore estrattivo sulcitano, particolarmente grave in quanto all'epoca Carbonia e altri comuni della zona si basavano economicamente su questo tipo di attività.
Nonostante numerosi scioperi (di cui uno durato 72 giorni consecutivi nel 1948), alla fine si assistette alla chiusura di molte miniere sulcitane, e tra queste anche quella di Serbariu, la cui attività estrattiva fu interrotta nel 1964. Conseguenza di queste dismissioni fu un vasto esodo da Carbonia, che si assestò negli anni a seguire sui 30000 abitanti.
Con l'apertura del vicino polo industriale di Portovesme, finanziato da aziende statali, i livelli occupazionali della zona si risollevarono, seppur in parte. Come in molti altri casi l'intervento diretto dello Stato nelle attività produttive del Sulcis-Iglesiente rivelò ben presto la sua parziale inefficacia.
La popolazione della città aumentò leggermente tra gli anni '70 fino agli anni '90. Però il disimpegno dello Stato tramite le privatizzazioni di queste realtà produttive, dovuto all'eccessivo debito pubblico, mostrò ben presto la scarsa competitività delle medesime. Ciò determinò una nuova tragica crisi della città e del suo tessuto produttivo, con una notevole diminuzione dei lavoratori nel polo metallurgico di Portovesme. Di conseguenza questo ultimo fattore determinò un riaumento dell'emigrazione, che portò la popolazione a diminuire in meno di dieci anni di circa duemila unità.
Tutto ciò fu accompagnato da tragici fenomeni sociali che colpirono duramente soprattutto la popolazione giovanile. Tra questi si può annoverare la diffusione tra la fine degli anni '80 e i primi anni '90 dell'eroina che da un lato determinò l'aumento di fenomeni legati alla cosiddetta criminalità predatoria e dall'altra a un notevole aumento della mortalità giovanile. Per quanto gli ultimi dati demografici del 2004 abbiano mostrato almeno una minima crescita della popolazione, si possono considerare come esemplificativi della condizione economica della città i tassi di disoccupazione giovanile maschile e femminile: il primo si attesta al 57%, mentre il secondo ben al 71%.
Comunque sia, effettivamente nel primo quinquennio degli anni 2000 vi è stata una notevole crescita del settore dei servizi, in particolar modo grazie alle nuove attività commerciali della città. Negli ultimi anni inoltre la città sta giocando la carta del turismo legato soprattutto all'archeologia industriale: a questo riguardo va segnalata la ristrutturazione della vecchia miniera di Serbariu, riconvertita a museo (ospita il Centro Italiano della Cultura del Carbone), e i lavori di ristrutturazione del centro storico (Piazza Roma), ora più simile allo stile della fondazione.
Il 12 ottobre 2005 con Delibera del Consiglio Provinciale n. 21 (Determinazione del Capoluogo. Atto Statutario.) a Carbonia, unitamente a Iglesias, è stata attribuita la qualifica di capoluogo della Provincia di Carbonia-Iglesias, della quale vi hanno sede gli organi del Presidente e della Giunta Provinciale.

