Villacidro e Sanluri sono i capoluoghi della nuova provincia del Medio Campidano. Con i suoi quasi 15.000 abitanti, è il comune più popoloso della provincia. Attualmente Villacidro è un centro moderno incastonato tra le sue montagne e le sue colline che nel tempo l'hanno resa celebre per i suoi prodotti: ciliege, agrumi, mandorle e l’olio d’oliva.
Geografia
Adagiata alla base del monte Linas, che la protegge dai venti provenienti da nord, si affaccia sulla piana del Campidano di Cagliari in una posizione che associata alla notevole ricchezza di acqua fanno del territorio una, se non la maggiore, fonte di ricchezza della zona.
Storia
La presenza dei primi insediamenti risalenti al neolitico è documentata in diversi siti, come quella di nuclei abitativi che risalgono già all’età del bronzo. Frequenti i ritrovamenti di comunità lungo i corsi del rio Villascema come lungo quello del rio Leni dove, tra l’altro, sono state rinvenute numerose stazioni di lavorazione dell’ossisiana. In età nuragica si nota un consolidamento delle comunità sorte precedentemente.La presenza di una serie di terme fanno pensare che anche in età romana la zona ha continuato a mantenere la sua importanza; infatti si suppone che il primo nucleo abitativo di Villacidro sorse nei dintorni di una Villa di un noto personaggio pubblico dell’età imperiale.In tardo medioevo lo sviluppo del villaggio si contrappone a quello di Leni, situato sull’altra sponda dell’omonimo corso d’acqua, tanto da risultare come si evidenzia in vari documenti del tempo: Villacidro de Leeni.Nel 1744 il marchesato di Villacidro, con quello di Palmas, venne confiscato da Carlo Emanuele III.Anche con il passaggio verso la dominazione Sabauda non si notano cambiamenti sostanziali almeno fino agli inizi del XIX secolo, quando un Regio Editto del 4 maggio 1807 le assegnò la prima tra le 15 residenze prefettizie mettendo sotto il suo controllo, amministrativo e giudiziario, 43 comuni.Con l’abolizione dei feudi, del 1836, comincia un lento passaggio dal latifondismo precedente alla proprietà privata, modificando radicalmente una società di stampo medioevale in moderna, offrendo così delle possibilità di progresso prima inimmaginabili. Se in precedenza si era disboscato ora si coltivava rendendo fertili anche le zone più impervie.
Economia
In una realtà da sempre votata all’agricoltura e alla pastorizia l’illusione industriale degli anni sessanta e settanta del secolo scorso è durata ben poco. Dopo una prima euforia iniziale si è passati alla crisi dell’industria con un progressivo ritorno alle attività del settore primario ed alla costituzione di piccole imprese, piccole realtà locali che promettono reali prospettive di sviluppo.
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