Pitigliano (4.014 abitanti) è un comune della provincia di Grosseto, in Toscana, situato circa 80 km a sud-est del capoluogo.
Geografia
Il territorio comunale di Pitigliano si es...
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Pitigliano (4.014 abitanti) è un comune della provincia di Grosseto, in Toscana, situato circa 80 km a sud-est del capoluogo.
Geografia
Il territorio comunale di Pitigliano si estende nella parte occidentale dell'Area del Tufo. Confina a nord con il comune di Sorano, a sud-est con i comuni laziali di Farnese, Ischia di Castro, Latera e Valentano dai quali è delimitato dall'estremità settentrionale della Selva del Lamone, a ovest con il comune di Manciano.
Arrivando a Pitigliano dal mare, salendo la Strada Statale 74 Maremmana, si notano le caratteristiche case che sporgono da un grande sperone di tufo, assolutamente a strapiombo. La rupe di Pitigliano è circondata su tre lati da altrettanti burroni, pieni di grotte scavate nel tufo; nel fondovalle scorrono i corsi d'acqua Lente, Meleta e Prochio.
Il territorio comunale si eleva a quote collinari che variano tra i 300 e i 663 metri s.l.m. di Poggio Evangelista, che segna il confine con il Lazio all'estremità orientale; l'area del Paduletto di Pantanello è stata sottoposta a bonifica in epoca lorenese.
Storia
Pitigliano è un caratteristico borgo della Maremma grossetana, unico nel suo genere per la particolarità di essere costruito interamente su di un masso tufaeo, ciò lo rende uno dei luoghi più interessanti dell'area del tufo.
Il paese si eleva su un pianoro formato dai corsi d'acqua Lente, Meleta e Prochio, è certamente uno dei centri artistici più belli della Toscana e d'Italia La cittadina conserva vari monumenti di interesse artistico che spaziano dall'epoca medievale al Settecento.
Fondato dai Romani nei pressi di vicine necropoli etrusche, divenne nel Medioevo possesso della famiglia Aldobrandeschi; alla fine del Duecento il centro venne ereditato dagli Orsini e diventò la capitale dell'omonima contea sotto la quale rimase fino agli inizi del Seicento, quando venne conquistato dai Medici che lo inglobarono nel Granducato di Toscana.
Pitigliano è nota anche come "la piccola Gerusalemme" per la presenza di una sinagoga e di una comunità ebraica piuttosto numerosa che da sempre riuscì a trovare un'ottima integrazione con la popolazione locale. Durante la seconda guerra mondiale, nel periodo dell'occupazione tedesca e della Repubblica Sociale Italiana, gli ebrei del paese si dispersero nelle campagne, dove, nonostante i rastrellamenti e il rischio continuo di delazioni, poterono contare su una vasta rete di solidarietà. Nell'opera di soccorso si distinsero in particolare Fortunato Sonno e le famiglie Dainelli, Perugini, Nucciarelli, Simonelli e Bisogni. Il 18 marzo 2002, l'Istituto Yad Vashem di Gerusalemme ha conferito l'alta onorificenza dei giusti tra le nazioni a Luciano Dainelli con i genitori Vincenzo e Adele Dainelli, a Stefano e Adele Perugini con il figlio Sem, a Agostino e Annunziata Nucciarelli, a Domenico e Letizia Signorelli, a Martino e Maria Bisogni e, il 30 maggio 2002, a Fortunato Sonno.
Feste e ricorrenze
- 19 marzo, tradizionale Torciata di San Giuseppe
- in Giugno, festeggiamenti in onore di San Paolo della Croce alla frazione Casone
- in Agosto, Petilia Festival (l'incanto dei luoghi, il vino, la musica)
- prima metà di Settembre, festeggiamenti in onore di Maria santissima delle Grazie
- 29 settembre, fiera annuale
Tradizioni
Uno dei dolci tipici di Pitigliano, lo sfratto, è classificato come prodotto tipico e trae origine dalla locale comunità ebraica che ricorda l'usanza di picchiare alla porta degli ebrei con un bastone. Infatti lo sfratto, ha la forma allungata, simile ad un bastone, contiene un ripieno composto da miele, scorzette di arancio, noci, anice e noce moscata, che conferiscono un sapore dolce ed un profumo intenso.
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