Le province in Veneto
La Regione del Veneto
Il Veneto (pronuncia Vèneto) è una regione dell'Italia Nord-Orientale con 4.821.000 abitanti (demo.istat.it 31/10/2007) e con capoluogo Venezia. Confina a est con il Friuli-Venezia Giulia e con il Mar Adriatico (Golfo di Venezia), a nord con l'Austria (Tirolo e Carinzia), a nord-ovest con il Trentino-Alto Adige, a ovest con la Lombardia, a sud con l'Emilia-Romagna.
Grazie al suo patrimonio paesaggistico, storico, artistico ed architettonico, il Veneto è, con oltre 60 milioni di turisti all'anno, la regione più visitata d'Italia. Le lingue più parlate sono il veneto e l'italiano. In alcune aree sono parlate il ladino, il friulano e il cimbro. La proposta di legge volta a tutelare la lingua veneta come espressione del patrimonio culturale dei veneti è stata approvata dal Consiglio Regionale Veneto a stragrande maggioranza il 28 marzo 2007. Il Veneto è una delle due regioni d'Italia i cui abitanti sono riconosciuti ufficialmente come «popolo» dal Parlamento Italiano.
Geografia
Con una superficie di 18.390 km², il Veneto costituisce l'ottava regione italiana per superficie. Il punto più a settentrione è Cima Vanscùro (al confine con l'Austria) e il punto più meridionale è costituito dalla Punta di Bacucco (foce del Po di Ariano o di Goro). Il suo territorio è morfologicamente molto vario, con una prevalenza di pianura (56,4%), ma anche estese zone montuose (29,1%) e, in minor misura, collinari (14,5%). La montagna veneta comprende il 70% della totalità delle Dolomiti nella Provincia di Belluno: quest'area, di particolare bellezza e di alto valore turistico, include il Cadore, il Comelico, l'Ampezzano, l'Agordino. Fra i rilievi più importanti, la Marmolada, le Tre Cime di Lavaredo, il Pelmo, le Tofane, il Civetta.
Il tratto collinare è molto variegato ed include le Prealpi Venete, dal Cansiglio ad oriente fino ai Monti Lessini ad occidente, passando per il massiccio del Grappa e l'Altopiano di Asiago; nella pianura veneta sono presenti i maggiori rilievi collinari dell'intera Pianura Padana: i Colli Euganei, che si ergono, nettamente isolati, a sud-ovest di Padova, seguiti, a poca distanza, dai Colli Berici (a sud di Vicenza), nel trevisano, invece sono presenti i colli Asolani, il territorio del vittoriese e il Montello, collina che si erge solitaria nella pianura veneta, fenomeno periferico dell'orogenesi delle Alpi.
La pianura veneta è attraversata da alcuni fra i più importanti fiumi italiani, da sud a nord, il Po, l'Adige, il (o la) Brenta, il (o la) Piave, la Livenza e il Tagliamento, oltre che da una serie di canali artificiali di scolo e di irrigazione. Avvicinandosi al mare la pianura si confonde con alcune delle zone anfibie più interessanti ed estese d'Italia, quali il Delta del Po (costituisce un Parco Regionale) e la Laguna Veneta, limitata a sud dalla foce del Brenta presso Chioggia e a nord dal fiume Sile, che scorre nell'antico alveo della Piave; più a nord si trova la laguna di Caorle, oggi isolata dalla laguna di Venezia, ma anticamente integrata nello stesso sistema lagunare che si estendeva da Ravenna fino a Grado.
Ad ovest, a cavallo fra Veneto, Lombardia e Trentino, si trova il bacino del Garda, il più esteso lago italiano. Questa regione è la più pianeggiante d'Italia.
Storia
La storia del Veneto è in gran parte comune a quella della più vasta regione nota come Triveneto o Tre Venezie, nel Nord-est della penisola italiana, situata tra il confine del Mare Adriatico e tutta la catena delle Alpi Orientali, che comprende Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli-Venezia Giulia.
Protostoria ed Età Antica
Abitato già nella preistoria, dapprima insediamento degli Euganei, fu in epoca protostorica occupato dal popolo dei Veneti. Il processo di romanizzazione della Venetia avvenne in maniera graduale a seguito dell'alleanza stipulata tra veneti e cenomani coi romani nel 225-222. Il processo di romanizzazione proseguì quindi con la deduzione nel 181 a.C. della colonia latina di Aquileia, sino all'estensione -al termine della guerra sociale nell'89 a.C.- dello Ius Latii, cioè del diritto latino, con la lex Pompeia de Transpadanis ed infine alla concessione del plenum ius, cioè della cittadinanza romana, da parte di Giulio Cesare nel 49 a.C..
In epoca augustea venne costituita la Regio X Venetia et Histria, trasformata da Diocleziano in Provincia Venetiae et Histriae, mantenendone i confini sostanzialmente inalterati. Contemporaneamente, nei primi secoli d.C. iniziò il processo di cristianizzazione del Veneto: centro di irradiamento della nuova religione fu Aquileia, metropoli della Venezia endolagunare, in cui la nuova religione era giunta probabilmente per mare dall'importante centro di Alessandria d'Egitto, città a sua volta evangelizzata da San Marco.
Medioevo
Durante le invasioni barbariche del V secolo d.C., il Veneto venne attraversato da Unni, Eruli ed infine Goti, che lo tennero sino alla metà del VI secolo, quando, con la prammatica sanzione di Giustiniano il territorio venne unito all'Impero Bizantino e inquadrato nella Prefettura d'Italia.
Con la discesa, però, dei Longobardi nel 568 d.C gran parte del Veneto venne sottomesso dai nuovi invasori, creando una divisione tra la zona continentale, sotto il Regnum Longobardorum, e quella costiera, rimasta nell'orbita dell'Esarcato di Ravenna, prima come eparchia Annonaria, quindi col nome di Venetia maritima.
Mentre dunque nell'entroterra i Longobardi costituivano i ducati di Verona, Vicenza e Ceneda, sulla costa si sviluppavano i nuovi centri della laguna veneta, eretti dai bizantini a Ducato di Venezia nel 697.
Nel IX secolo, declinato il potere bizantino, e sostituito sul continente il regno longobardo dall'Impero dei Franchi di Carlo Magno, il sempre più indipendente ducato lagunare si diede nuova capitale la nascente città di Venezia, polo commerciale sempre più fiorente, il cui prestigio venne rafforzato nell'821 dalla traslazione del corpo di San Marco Evangelista, destinato a divenire nuovo patrono della città e dello Stato.
Frattanto, scampato il flagello dalle invasioni degli Ungari, l'entroterra veneto venne riorganizzato amministrativamente dell'impero franco, con la creazione della Marca di Verona.
Dopo l'anno Mille, si assistette in tutto la Venetia ad un decollo economico e ad una ripresa della vita sociale nelle città principali, che iniziarono ad esercitare un controllo egemonico sul loro contado: col declinare dell'organizzazione feudale, emersero quindi i liberi comuni di Verona, Padova, Treviso e Vicenza.
Nel secolo successivo, mentre Venezia iniziava la sua espansione nel mediterraneo, i liberi centri dell'entroterra riaffermarono la loro indipendenza dal potere imperiale riunendosi nella Lega Veronese e nella Lega Lombarda per opporsi alle mire egemoniche del Barbarossa.
Il Duecento si assistette in tutta la terraferma alla trasformazione dei liberi Comuni in potenti signorie in lotta tra loro per l'egemonia regionale. La prima fu la signoria di Ezzelino da Romano, che riuscì a conquistare gran parte del Veneto centro-settentrionale; successivamente presero il potere i da Camino a Treviso, i Della Scala a Verona, i Da Carrara a Padova. Contemporaneamente Venezia gettava le basi del proprio impero marittimo con la partecipazione alla Quarta Crociata e la conquista di Costantinopoli.
Dal XIV secolo la crescente potenza veneziana, sopravvissuta alle vicende della guerra di Chioggia, portò la Serenissima a scontrarsi più volte e duramente con le potenti signorie dei Carraresi e degli Scaligeri per il controllo delle vie commeciali dell'entroterra, sino a portare a compimento tra il 1388 e il 1405 la conquista dell'intera terraferma.
Nel Quattrocento, il territorio veneto, organizzato nei Domini di Terraferma della Repubblica di Venezia, si espanse a comprendere la Lombardia orientale, il Friuli, il Polesine, parte del Trentino e la Venezia Giulia.
Età Moderna
Agli inizi del Cinquecento, però, tale dominio parve sul punto di crollare sotto la pressione congiunta di Francia, Sacro Romano Impero e Papato, riuniti nella Lega di Cambrai: la disastrosa sconfitta nella battaglia di Agnadello comportò la perdita della Terraferma, la cui faticosa riconquista poté dirsi completata solo nel 1530 con la Pace di Cambrai.
Nel Seicento e Settecento, l'esaurimento progressivo dei commerci orientali per effetto della scoperta delle nuove rotte oceaniche per l'India e le Americhe e la perdita, nonostante l'accanita resistenza, delle colonie marittime sotto la pressione dell'Impero Ottomano portarono ad un profondo mutamento del carattere dello Stato, sempre più incentrato sugli interessi terrieri nel contado veneto e su una sempre più spiccata neutralità nei confronti dei conflitti tra le emergenti potenze europee rappresentate dagli stati-nazione.
Età Contemporanea
La fine dell'indipendenza e del dominio veneziano vennero improvvisamente provocati a seguito della Rivoluzione Francese, quando l'invasione di Napoleone Bonaparte del neutrale territorio veneto provocò l'abdicazione del governo il 12 maggio 1797 e la successiva cessione del territorio all'Impero d'Austria con il trattato di Campoformio.
Dopo una breve parentesi all'interno del Regno d'Italia (1805-1814) napoleonico, a seguito del Congresso di Vienna il dominio austriaco sul Veneto venne riaffermato e consolidato nella costituzione di un nuovo Regno Lombardo-Veneto, vicereame dipendente da Vienna.
Il XIX secolo venne però caratterizzato anche dalla nascita di un nuovo spirito nazionale italiano, che nei moti risorgimentali del 1848 percorse anche le terre venete, con la nascita dell'effimera Repubblica di San Marco, infine soppressa dagli austriaci l'anno successivo in conseguenza della sconfitta piemontese nella Prima guerra di indipendenza.
Perduta agli austriaci la Lombardia con la Seconda guerra di indipendenza, il Veneto passò al neonato Regno d'Italia con il plebiscito del 1866 seguito alla Terza guerra d'indipendenza e alla vittoria prussiana nella battaglia di Sadowa.
Il XX secolo fu aperto dalle devastanti conseguenze della Grande Guerra, durante la quale il Veneto fu prima retrovia di approvvigionamento per le armate e quindi fronte di combattimento nel periodo tra la disastrosa ritirata seguita alla disfatta di Caporetto, le sanguinose battaglie del Piave e la vittoria finale nella battaglia di Vittorio Veneto. Devastato, il Veneto divenne fonte di massiccia emigrazione nel periodo tra le due guerre. Solo parzialmente interessato dalle vicende della Seconda Guerra Mondiale, il territorio subì tuttavia massicci bombardamenti alleati sui suoi centri maggiori.